<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>D.Lgs. 81/2026 &#8211; Larco Trading Company</title>
	<atom:link href="https://www.larcotc.com/tag/d-lgs-81-2026/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.larcotc.com</link>
	<description>REACH, CLP, ADR: la sicurezza prende forma</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 09:55:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://www.larcotc.com/wp-content/uploads/2026/05/larco-icon-512x512-1-150x150.png</url>
	<title>D.Lgs. 81/2026 &#8211; Larco Trading Company</title>
	<link>https://www.larcotc.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Reati Ambientali: Le Novità del D.Lgs. 81/2026 e l&#8217;Impatto sui Modelli 231</title>
		<link>https://www.larcotc.com/notizie/reati-ambientali-le-novita-del-d-lgs-81-2026-e-limpatto-sui-modelli-231/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Compliance Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[D.Lgs. 81/2026]]></category>
		<category><![CDATA[Modello 231]]></category>
		<category><![CDATA[Reati Ambientali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.larcotc.com/?p=494</guid>

					<description><![CDATA[Il D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81, entrato in vigore il 2 giugno 2026, ha introdotto un importante aggiornamento della disciplina italiana in materia di reati ambientali, recependo la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell&#8217;ambiente. L&#8217;obiettivo della riforma è rafforzare la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali attraverso un sistema sanzionatorio più severo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81, entrato in vigore il <strong>2 giugno 2026</strong>, ha introdotto un importante aggiornamento della <strong>disciplina italiana in materia di reati ambientali</strong>, recependo la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell&#8217;ambiente. L&#8217;obiettivo della riforma è rafforzare la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali attraverso un sistema sanzionatorio più severo e una maggiore responsabilizzazione delle imprese.<br>Tra le principali novità figurano l&#8217;inasprimento delle sanzioni per le violazioni ambientali più gravi, l&#8217;introduzione di <strong>nuove fattispecie di reato</strong> e <strong>il rafforzamento delle aggravanti applicabili</strong> quando i comportamenti illeciti provocano <strong>danni significativi all&#8217;ambiente, alla salute umana o agli ecosistemi</strong>. La normativa pone particolare attenzione alle condotte che possono generare effetti estesi o duraturi, prevedendo conseguenze più severe rispetto al precedente quadro normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto particolarmente rilevante per le aziende riguarda l&#8217;ampliamento dei reati presupposto ai fini della responsabilità amministrativa degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001. Le organizzazioni sono chiamate a verificare che i propri <strong>Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo</strong> (Modelli 231) siano adeguatamente <strong>aggiornati </strong>per tenere conto delle nuove fattispecie introdotte dalla riforma e dei maggiori rischi sanzionatori connessi alle attività aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aggiornamento normativo richiede inoltre una revisione delle procedure interne, dei sistemi di controllo e delle attività di formazione del personale coinvolto nella gestione degli aspetti ambientali. Un approccio preventivo alla compliance consente alle imprese di ridurre il rischio di violazioni, tutelare la propria reputazione e limitare l&#8217;esposizione a sanzioni economiche e responsabilità amministrative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende operanti <strong>nei settori industriali, manifatturieri, logistici e chimici</strong> sono pertanto invitate a valutare tempestivamente l&#8217;impatto delle nuove disposizioni sui propri processi aziendali, verificando la conformità delle procedure ambientali e l&#8217;adeguatezza dei sistemi di gestione del rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
